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«Il messaggio più importante: “Fate quello che vi dirà”»

«Il messaggio più importante: “Fate quello che vi dirà”»

Omelia nella festa della Madonna di Medjugorje

Giovanni 2, 1-11

Cari fratelli e sorelle, pellegrini di questo santuario francescano di Santa Maria delle Grazie: oggi celebriamo la Madonna di Medjugorje, e il Vangelo ci offre il brano delle nozze di Cana. Sembra che il Signore voglia riassumere, fin dal primo miracolo della sua vita pubblica, quale sia l’autentica missione della Vergine in mezzo a noi. Non è un messaggio di protagonismo, ma di cammino; non di sensazionalismo, ma di fede. Maria non viene a parlare di sé stessa, ma per dire un’unica frase che oggi deve risuonare nella nostra vita: «Fate quello che  vi dirà» (Gv 2, 5).

  1. Maria vede il bisogno e indica il Signore

 

A Cana, la Vergine non è al centro della scena, ma ha uno sguardo attento. Si accorge che manca il vino: c’è una crisi, una vergogna, un bisogno umano concreto. E la sua risposta non è un lungo discorso, né un invito a guardare a lei. La sua risposta è pura indicazione: «Fate quello che vi dirà». Questa è Maria, comunicatrice del Vangelo: non porta la propria parola, ma comunica la Parola che porta Gesù. A Medjugorje, come a Cana, la Vergine non vuole che ci fermiamo alle apparenze o ai sentimenti, per quanto belli possano essere, ma che il cuore del pellegrino si apra alla voce di suo Figlio. Lei è la «messaggera» della Parola, colei che la annuncia, colei che la fa avanzare.

  1. Maria si fa da parte affinché risplenda Cristo

 

Notate un dettaglio decisivo: dopo aver dato istruzioni ai servi, Maria scompare dal racconto. Non coordina il miracolo, non controlla le giare, non spiega il risultato. Si ritira umilmente. Ed è proprio qui che sta la lezione più profonda per noi, discepoli e pellegrini. Quando la Chiesa, o noi che serviamo nei santuari, occupiamo lo spazio che appartiene solo a Cristo, trasformiamo la grazia in spettacolo e la fede in un vuoto protagonismo. Maria ci insegna che la vera spiritualità non cerca di attirare l’attenzione su di sé, ma, come san Francesco, sceglie la povertà, la piccolezza, il silenzio, affinché si veda solo il Signore. L’acqua si trasforma in vino non perché i servi guardino Maria, ma perché obbediscono alla parola di Gesù. Il segno non è uno spettacolo; è il risultato dell’umile obbedienza alla Parola.

  1. La nostra missione: indicare la via senza ostacolarla

 

Oggi il Signore ha manifestato la sua gloria, e i suoi discepoli hanno creduto in Lui (Gv 2, 11). La fede non nasce dal miracolo in sé, ma dall’incontro con la persona di Gesù. La missione di Maria nella Chiesa — e in ciascuno di noi — è sempre la stessa: essere quella voce che indica la via verso Cristo, che invita alla conversione, alla Scrittura, alla confessione, all’Eucaristia. Se veniamo in questo santuario alla ricerca solo di emozioni, prendiamo la direzione sbagliata.

Se nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie o nelle nostre testimonianze parliamo più di noi stessi che di Cristo, trasformiamo il vino nuovo in acqua insipida. Maria ci chiede oggi, con dolcezza ma con fermezza, di smettere di riempire le brocche delle nostre vanità e di lasciare che Gesù riempia con la sua grazia ciò che è vuoto.

Fratelli, in questo luogo, nello spirito francescano che ci chiama ad essere «minori» affinché Dio sia più grande, impariamo dalla Vergine di Medjugorje e di Cana la stessa lezione: non basta stare vicini a Gesù, bisogna fare ciò che Egli ci dice. Che lei, nostra Madre, ci ottenga la grazia di una fede obbediente e umile. Così, quando il mondo guarderà verso di noi, non vedrà noi, ma il Signore, e crederà.

Amen.

24/06/2026
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