«Io sono la Via, la Verità e la Vita»
V DOMENICA DI PASQUA
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Il Vangelo di Giovanni che proclamiamo oggi (14,1-12) è uno dei testi più profondi e consolatori della Scrittura. In esso, Gesù ci rivela il mistero della sua persona e ci offre una luce certa per il nostro cammino di fede. In mezzo all’incertezza dei discepoli, il Signore pronuncia parole che attraversano i secoli e giungono fino a noi oggi. Permettetemi di addentrarci in questo testo soffermandoci in particolare sui verbi che Gesù utilizza, poiché in essi scopriamo le chiavi per comprendere il suo messaggio e la sua missione.
- «Non si turbi il vostro cuore» (v. 1) – Μὴ ταρασσέσθω
Gesù inizia con un verbo all’imperativo negativo: ταράσσω (tarassō), che significa agitarsi, preoccuparsi, provare angoscia. Nel contesto originale, i discepoli erano turbati perché Gesù annunciava la sua partenza. Anche noi oggi ci turbiamo di fronte alle incertezze, al dolore o alla fragilità della vita.
Gesù non ci dice «non soffrite», ma «non lasciatevi dominare dalla turbazione».
Come?
- «Credete in Dio e credete anche in me»: il verbo πιστεύετε (pisteuete, «credete») compare due volte. Non si tratta di una fede passiva, ma di una fiducia attiva nel Padre e in Gesù. La fede è l’antidoto contro lo sconforto.
- «Vado a prepararvi un posto» (v. 2) – Πορεύομαι
Gesù usa il verbo πορεύομαι (poreuomai), che significa andare, camminare, partire. Non si tratta di una fuga, ma di un movimento con uno scopo preciso: preparare un posto per noi nella casa del Padre.
- Nella cultura orientale, «preparare un posto» era ciò che faceva lo sposo prima di portare la moglie nella casa paterna. Gesù si presenta come lo Sposo che ci prepara una dimora eterna.
- Questo «andare» di Gesù culmina nella Croce e nella Risurrezione, ma continua anche nella sua ascensione al Padre. Per questo aggiunge: «tornerò» (v. 3).
- «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (v. 6)
Qui Gesù usa il verbo εἰμί (eimi, «io sono»), che richiama il nome divino rivelato a Mosè (Es 3,14). Non dice «io insegno la via», ma «io sono la via».
- Ὁδός (Hodos, «Via»): Gesù non è solo una guida, ma l’accesso stesso al Padre.
- Ἀλήθεια (Alētheia, «Verità»): Non è solo dottrina, ma la piena realtà di Dio fatto persona.
- Ζωή (Zōē, «Vita»): Non è solo esistenza biologica, ma la vita divina di cui già ora partecipiamo.
- «Chi crede in me, compirà le opere che io compio» (v. 12)
Il verbo ποιέω (poieō, «fare») ricorre più volte in questo brano. Gesù non solo annuncia, ma agisce, e invita anche noi a fare lo stesso:
- «Le opere che io compio»: guarire, perdonare, servire, dare la vita.
- «Le farà anche»: Non per nostro potere, ma perché Gesù va dal Padre (v. 12) e ci manda lo Spirito Santo.
Applicazione alla nostra vita
Fratelli, questo testo ci interpella direttamente:
- Dove sta oggi la tua agitazione? Gesù ti ripete: «Non si turbi il tuo cuore». Abbi fiducia in Lui.
- Gesù ti sta preparando un posto. La tua vita non finisce qui; c’è una dimora eterna che ti aspetta.
- Gesù non è una scelta tra tante: è la Via, la Verità, la Vita. Senza di Lui, non c’è accesso al Padre.
- Tu sei chiamato a «fare le sue opere»: essere strumento di guarigione, perdono e speranza nel mondo.
Spunti di riflessione per questa settimana:
- Leggi ogni giorno Giovanni 14,1-12 e chiediti: «In che modo incarno la “Via, la Verità e la Vita” nella mia famiglia e nel mio lavoro?»
- Cerca una situazione concreta in cui mettere in pratica il «Non si turbi il vostro cuore».

Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!