Il Consolatore
Giovanni 14, 15-21
VI DOMENICA DI PASQUA
La pace del nostro Signore Gesù Cristo sia con tutti voi, fratelli e sorelle nella fede!
Oggi, la Parola di Dio ci offre un brano del Vangelo di San Giovanni, capitolo 14, versetti dal 15 al 21, in cui Gesù, nell’intimità dell’Ultima Cena, ci parla a cuore aperto. In questo testo, il Signore non solo ci lascia un comandamento — amarlo osservando i suoi comandamenti —, ma ci promette anche un dono straordinario: lo Spirito Santo. Ed è su questa promessa che voglio soffermarmi oggi, perché in essa troviamo la forza, la compagnia e la missione che danno senso alla nostra vita come Chiesa.
Gesù annuncia: «Io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Paraclito» (Gv 14,16). La parola «Paraclito» —dal greco Παράκλητος (Parákletos)— significa «colui che è chiamato accanto a uno», cioè il consolatore, il difensore, l’avvocato che cammina al nostro fianco. Ma Gesù non si limita al nome; ci descrive la sua azione con verbi che rivelano una presenza viva e trasformatrice.
In primo luogo, Gesù dice che lo Spirito “rimarrà con voi per sempre” (Gv 14,16). Il verbo greco qui è μένειν (ménen), che significa rimanere, abitare, fare dimora. Lo Spirito non è una visita occasionale; Egli fa del nostro cuore il suo tempio, della nostra comunità la sua casa. Che consolazione sapere che non siamo soli! Egli rimane con noi, specialmente nei momenti di dubbio, solitudine o stanchezza.
Poi, Gesù aggiunge: «Lo Spirito di verità… vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14,17.26). Il verbo διδάσκειν (didáskein) —insegnare— ci parla di un’azione continua. Lo Spirito Santo non solo ci illumina in momenti specifici; Egli ci guida, ci ricorda le parole di Gesù, ci aiuta a discernere la sua volontà nel qui e ora. È il Maestro interiore che ci conduce per vie di bene, di giustizia e di amore.
Ma forse uno dei verbi più toccanti è quello che troviamo poco più avanti, quando Gesù dice: «Lo Spirito Santo… vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (Gv 14,26). La parola greca qui è ὑπομινῄσκειν (hypomimnéskein), che significa «ricordare portando dentro». Non è un semplice ricordo mentale; è una memoria viva che rende presente Gesù e il suo messaggio in noi. Lo Spirito attualizza il Vangelo nella nostra vita, nella nostra famiglia, nella nostra comunità.
Fratelli, questi verbi —rimanere, insegnare, ricordare— ci mostrano che lo Spirito Santo non è una forza astratta, ma una Persona divina che agisce con amore e misericordia in noi. È Lui che ci dà il coraggio di essere testimoni, come a Pentecoste; che ci unisce come Chiesa; che ci rafforza nella missione.
In questo tempo in cui ci prepariamo a celebrare la Pentecoste, chiediamo con fede: «Vieni, Spirito Santo, dimora in noi (μένειν), insegnaci (διδάσκειν) ad amare come Gesù, ricordaci (ὑπομινῄσκειν) che siamo figli amati del Padre.»
Che questa promessa di Gesù rinnovi in noi la speranza e l’impegno a vivere come autentici discepoli missionari.
Che Maria, la donna docile allo Spirito, ci accompagni in questo cammino. Amen.

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