Prologo di San Giovanni
Omelia di domenica 04 gennaio 2025.
Carissimi, questa domenica rileggiamo il prologo di San Giovanni, testo che anche ci è stato proposto il giorno della nascita di Gesù Cristo. Il prologo (Gv 1,1-18), noto anche come Inno al Logos, è uno dei testi più profondi del Nuovo Testamento. Scritto in greco tra la fine del I e l’inizio del II secolo, presenta Gesù come il Logos (Parola/Verbo) preesistente e divino.
Vi invito a riflettere brevemente su questi 5 punti:
- Il Verbo in Dio
All’inizio, quando il mondo fu creato, esisteva già il Verbo, il Logos, Gesù Cristo, ed esisteva in intima unione con Dio, cioè con il Padre. Esisteva in qualità di Dio, non di creatura. Tutto, specialmente nell’ordine della salvezza, è avvenuto grazie a lui, per sua opera. Da lui dipendono la vita e la luce degli uomini. Le tenebre non hanno potuto vincere, non hanno potuto spegnere quella luce. - Vita e luce
“In lui era la Vita” (Gv 1,4), qui la Vita non è un dono esterno, ma coincide con il Logos stesso. La Parola vive di una pienezza originaria, che non può essere intaccata. La Vita “diventa” luce per gli uomini, cioè capacità di vedere la realtà secondo Dio. Non è solo illuminazione intellettuale, ma rivelazione che trasforma. In Giovanni “vedere” non è guardare con gli occhi fisici, ma riconoscere, credere, entrare in relazione. Per questo “vedere il Regno” equivale a entrarvi, perciò chi vede Cristo entra nella sua Vita piena. La fede non è adesione a un’idea, ma partecipazione a una Vita. - Giovanni
Giovanni si lasciò illuminare così tanto dalla luce che si pensava fosse lui stesso la luce, ma chiarì quale fosse la sua missione: essere testimone della luce. L’evangelista specifica che, nonostante la grande autorità e il seguito di Giovanni Battista, egli era solo il “precursore”. La “Luce vera” (il Logos o Verbo) è identificata in Gesù Cristo. - Diventare figli di Dio
Le tenebre del mondo vengono vinte credendo, perché attraverso la fede diventiamo figli di Dio, ci uniamo a Colui che è Figlio e il Figlio che è la luce vince le tenebre. È l’amore di Dio che fa sì che il Verbo si faccia carne e ponga la sua dimora in noi. In Gesù Cristo Dio non ripara semplicemente ciò che era rotto, ma inaugura una creazione nuova. È un inizio che non nasce dallo sforzo umano, ma dall’iniziativa gratuita di Dio. - Vedere la gloria
In Gesù Cristo Dio ha dato un nuovo inizio che proviene dal suo amore, amore che ha reso possibile che il Verbo si facesse carne affinché potessimo vedere la gloria del Padre, che non è una gloria distante o abbagliante, ma una gloria visibile nella carne di Gesù, nei suoi gesti, nella sua vita donata. La gloria si lascia vedere proprio nell’amore che si abbassa.
Compito: Lascia che la vita per cui Dio ti ha creato risuoni in te, quella è una luce che diventa una lampada che si vive come vocazione, cioè la chiamata alla pienezza della vita.

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