“Il Battesimo del Signore”
Omelia di domenica 11 gennaio 2025.
Oggi leggiamo la scena del Battesimo di Gesù, secondo il Vangelo di Matteo. Il Battesimo del Signore è un mistero che merita di essere approfondito. In questa occasione, ci concentreremo su alcune particolarità della versione di Matteo:
1) Contesto della scena:
Gesù giunge dalla Galilea al fiume Giordano, dove si trova Giovanni Battista e chiede essere immerso nell’acqua e ricevere il battesimo di penitenza. Gesù non aveva bisogno di penitenza, tuttavia, nella logica piena dell’Incarnazione, Gesù prende su di sé il peccato del mondo. Giovanni se ne rende conto e protesta, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Gesù è deciso proprio perché è in questo abisso, nel peccato della nostra vita, che vuole incontrarci.
2) Avviene una teofania, una manifestazione di Dio:
Il fulcro della scena non è l’acqua in sé, ma ciò che segue: «appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli»:
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- «I cieli si aprono»: qualcosa di somigliante accadrà il giorno della morte del Signore: «il velo del tempio si squarciò in due». I cieli, a significare la dimensione trascendente, si aprono con la discesa di Gesù nelle acque che purificano dal male e con l’offerta della sua vita sulla croce. Si apre una breccia attraverso la quale passa la luce di Dio, attraverso la quale discende lo Spirito creatore e vivificante che porta la vita eterna. In Gesù, in quel giorno nel Giordano, inizia una nuova era, e quel cielo aperto non è silenzioso.
- «Vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui»: nella Bibbia, lo Spirito di Dio presso l’acqua è la prima di tutte le presenze divine; è uno Spirito che danza sulle acque. Da allora, lo Spirito e l’acqua sono stati collegati a ogni Genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che scorre.
- «Questo è il Figlio, l’amato, nel quale ho posto mio compiacimento»: sono le tre parole del Padre che spiegano l’intero Vangelo.
- Figlio: Gesù ha i cromosomi di Dio nelle sue cellule; in lui noi siamo gli unici esseri che portano la vita di Dio nel nostro sangue.
- Amato: Prima di amare, sono amato. Il mio nome davanti a Dio è amato, amato senza merito. Non sono buono perché Dio mi ami, ma è il suo amore che mi rende buono.
- Compiacimento: Questo significa «mi rallegro in te», la voce dall’alto proclama la gioia di Dio. «Quanto è bello stare con te, Figlio»; «ti amo, e quanta gioia puoi darmi!». Il Padre è felice con suo Figlio e con tutti coloro che diventano figli nel Figlio.
3) La missione affidata al Figlio:
Questa voce di Dio, con parole d’amore, di elezione e di missione, risuona già nella profezia di Isaia: «Il servo del Signore non griderà, non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà lo stoppino fumante», cioè, per dire la verità, basta un sussurro; no spezzerà ciò che è già fragile, né finirà di spezzare ciò che sta per frantumarsi. Il suo ruolo è l’opposto: prendersi cura, proteggere i deboli, rafforzare, guarire. Il servo di Dio circonda la scintilla perché non si spenga e poi lavora perché la fiamma risorga, sia un fuoco ardente con tutta la sua intensità. La missione del Figlio e servo di Dio non è punire la fiamma quando è spenta, ma custodirla.
4) Il significato del battesimo per noi:
Battezzare significa immergere. Nel battesimo, sono stato immerso in Dio, e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, e Lui nella mia. Il cielo si è aperto, e ora navighiamo al suo interno.

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