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Racconto delle Tentazioni

Prima domenica di Quaresima

In questa prima domenica di Quaresima, leggiamo il racconto delle tentazioni, ed è importante capire innanzitutto che la Quaresima è un cammino: iniziamo con due facce della stessa medaglia, ombra e luce. Questa domenica, vediamo l’ombra con le tentazioni, e domenica prossima, la luce con la Trasfigurazione di Gesù. Poi intraprenderemo un cammino battesimale con i racconti della Samaritana, del cieco nato e della risurrezione di Lazzaro. Attraverso questi, impareremo il significato del Mistero Pasquale di Gesù Cristo e accoglieremo i segni che esprimono la nostra immersione in questo mistero.

Iniziamo, quindi, con il racconto delle tentazioni nella versione di Matteo. Il testo si compone di tre parti:

1) Una contestualizzazione (1-2): qui troviamo un’allusione al tempo, quaranta giorni; al luogo, il deserto; e, in terzo luogo, all’ingresso dell’avversario, il diavolo, che tenterà Gesù. La prima parte ci aiuta a ricostruire la scena: dopo il battesimo, Gesù viene condotto nel deserto dallo Spirito. Lì rimane in preghiera e digiuno per quaranta giorni, in ascolto del progetto del Padre. Quaranta giorni – deserto – tentazioni: tre aspetti che ci ricordano il cammino del popolo d’Israele, 40 anni nel deserto, in questo cammino verso la terra, ma anche dove subì le tentazioni (Πειράζω peirázo). Le tentazioni, cioè l’allontanamento dal progetto di Dio, sono le tentazioni dell’infedeltà al progetto dato da Dio. Gesù rivive poi l’esperienza di Israele: dove Israele è caduto, Gesù è vittorioso. È ciò che troviamo nella seconda parte.

2) Lo sviluppo delle tentazioni e la risposta di Gesù (3-10): Le tre tentazioni: la tentazione del pane; la tentazione del tempio; la tentazione della ricchezza. Queste sono tentazioni di Gesù, ma riflettono anche le nostre tentazioni, perché il cuore è un campo di battaglia. Il racconto delle tentazioni ci chiama all’incessante e sempre attuale lavoro di ordinare le nostre scelte, di scegliere come vivere, e questo è ciò che ha fatto Gesù. Le tentazioni di Gesù sono anche le nostre; riguardano tutti, l’intera rete di relazioni quotidiane in cui siamo immersi.

  • La prima tentazione: riguarda il nostro rapporto con noi stessi e con le cose, l’illusione dei beni materiali che riempiono la nostra vita: “Trasformate queste pietre in pane”. Il pane è un bene, soddisfa un bisogno fondamentale, ha un valore innegabile, ma Gesù risponde al diavolo capovolgendo le cose, offrendogli più vita: “Non di solo pane vivrà l’uomo”, ci sono altri bisogni. Il pane è buono, ma la Parola di Dio è migliore. Il pane dà vita, ma dalla bocca di Dio viene più vita, accende in noi la fame del cielo. Viviamo di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio. Dio è il Vangelo, ma anche tutta la creazione. Se l’uomo vive di ciò che viene da Dio, vive della luce, del cosmo, ma anche di te, fratello, che sei la parola detta dalla bocca di Dio.
  • La seconda tentazione: “gettati giù dal pinnacolo del tempio”, è una sfida al nostro rapporto con Dio, un Dio magico messo al nostro servizio attraverso i miracoli. Quello che inizialmente potrebbe sembrare il più grande atto di fede, “gettati giù con fiducia perché non ti accadrà nulla, perché Dio ti proteggerà con i suoi angeli”, è invece una caricatura, perché è puro interesse personale. Qui, Gesù ci mette in guardia dal manipolare le cose di Dio, dal desiderare un Dio magico, messo a nostra disposizione. Non cerchiamo Dio per quello che è, cerchiamo i miracoli di Dio, ma non il Dio dei miracoli. Gesù mette il male al suo posto: “Non metterai il Signore alla prova”. Questo significa: «so che Dio sarà sempre con me; non ho bisogno di metterlo alla prova. Dio sarà con me come vuole Lui, non come vorrei io».
  • La terza tentazione: si riferisce al nostro rapporto con gli altri: “Adoratemi e vi darò tutto il potere del mondo”. Il diavolo sta facendo profitto, l’esatto opposto di Dio, che non trae mai profitto dalla religione, che non commercializza mai i suoi doni. È come se dicesse: “Gesù, vuoi cambiare il corso della storia con la croce? Non funzionerà. Devi farlo con molti soldi e molto potere. Il mondo è già una foresta di croci; a cosa servirebbe un crocifisso in più? Il mondo ha già molti problemi, molta gente che soffre. Prendi il potere nelle tue mani, occupa posizioni chiave, cambia le leggi, ed è così che risolverai tutti i problemi, con il potere e l’inganno, non con l’amore”. Questa è la tentazione. E Gesù non cade in tentazione. Seguirà la via del Padre, non le voci del maligno che propongono questa strada che farà più male che bene.

 

Abbiamo, dunque, il rapporto con noi stessi, la prima tentazione; con Dio, la seconda tentazione; con i fratelli, la terza tentazione.

 

3) Conclusione (12): Gli angeli si avvicinano e si mettono al servizio di Gesù. Troviamo due verbi: avvicinarsi e servire. Sono due verbi angelici. Se, in questa Quaresima, ognuno di noi provasse almeno ad avvicinarsi e prendersi cura di una persona bisognosa perché malata, sola, povera, donandole un po’ del proprio tempo, un po’ del proprio cuore, allora per queste persone sarebbe come se un angelo si fosse avvicinato. Come se gli angeli fiorissero nel nostro deserto. Allora, con Gesù, avremo vinto la tentazione.

20/02/2026
Tags: Racconto delle tentazioni
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