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“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”

La voce potente del deserto tace, ma una voce libera si leva sopra il Mar di Galilea. Un giovane rabbino, audace e coraggioso, esce alla luce senza paura, affrontando da solo le sfide della vita e della morte nella variegata Galilea, crogiolo di popoli. Questa domenica leggiamo il racconto dell’inizio del ministero pubblico di Gesù secondo il Vangelo di Matteo. Il racconto può essere suddiviso in quattro parti:

  1. Contesto:

Il racconto inizia con due decisioni prese da Gesù: la prima, lascia il deserto per la Galilea; la seconda, trasferisce la sua residenza da Nazareth a Cafarnao, dai monti della Bassa Galilea a un porto di pescatori sul Mar di Galilea. Giovanni Battista è appena stato arrestato; è accaduto qualcosa di minaccioso. Ma invece di spaventarsi e diventare più cauto, Gesù fa il contrario: esce apertamente per prendere il posto di Giovanni. Gesù lascia la sua famiglia, la sua casa, il suo lavoro, lascia Nazareth per Cafarnao e non porta nulla con sé, solo un annuncio, una proclamazione. Cafarnao è una posizione strategica, sulla via del mare, una delle strade più frequentate in Oriente da mercanti ed eserciti. Dal punto di vista ebraico, è una zona di contagio, di contaminazione culturale e religiosa, e Gesù sceglie questa enclave come base missionaria.

  1. Il kerigma di Gesù:

«Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato», questa frase indica un nuovo inizio; è l’inizio del ministero pubblico di Gesù con l’annuncio del Regno. Gesù fa il suo annuncio fondamentale, il kerigma. Ci troviamo di fronte alle parole inaugurali del Vangelo, la fonte dell’intero messaggio di Gesù. Queste parole generatrici sono “conversione” e “Regno”.

Conversione, metanoia, significa un cambiamento di mentalità o di visione. La conversione, prima di essere un improvviso cambiamento di comportamento sbagliato, cosa che in effetti è, è soprattutto una trasformazione che nasce da una nuova mentalità, da un nuovo modo di comprendere Dio, se stessi, chi ci circonda, il nostro progetto di vita e la nostra responsabilità nel mondo in cui viviamo. Le nostre azioni hanno una radice e tutto inizia da lì; si tratta di vedere, pensare e vivere sotto una luce diversa, sotto una nuova luce.

La seconda parola è “regno”, che si riferisce al regno di Dio. Matteo preferisce dire “Regno dei Cieli”, data la sua sensibilità ebraica, che evita di pronunciare il nome di Dio. Questo regno di Dio è una realtà e un’azione che appartiene a Dio, ma è destinata a noi. È una potenza irresistibile di Dio, più forte del male che oscura la bellezza della creazione e uccide la realizzazione, quella vocazione a una vita piena che tutti portiamo dentro di noi. Il Regno di Dio è potenza, ma allo stesso tempo è la dolcezza di chi sa entrare nel profondo dell’umanità, un Dio che mette in piedi le vite. Il regno di Dio è il mondo come Lui lo desidera.

  1. La chiamata dei primi quattro discepoli:

Gesù cammina, ma non da solo. Chiama subito altri a unirsi a lui, e lo fa con due coppie di fratelli. Prima chiama Pietro e Andrea, poi Giacomo e Giovanni. Matteo delinea attentamente quattro verbi di chiamata. Due sono di Gesù: “vedere” e “dire”, una parola il cui significato sarà: “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini”. Questo si riassume in un’altra parola: “chiamare”. Gli altri due verbi sono dei pescatori: “partire” e “seguire”. Il verbo più enfatizzato alla fine è “seguire”. La chiamata è chiara e diretta, e la risposta immediata. È così che inizia il discepolato di queste due coppie di fratelli, tratti dal mondo dei pescatori.

Gesù li invita a lasciarlo andare avanti, concentrandosi sul suo stile di vita, sui suoi cammini e seguendo le sue orme. È un cammino di ascolto e contemplazione. Questa è conversione, l’apertura a un nuovo orizzonte che si estende oltre lo spazio ristretto del lago. I primi discepoli sono un’immagine chiara di come si accoglie e si risponde al Vangelo, al nuovo annuncio di Gesù, e lasciano prontamente le loro barche e le loro famiglie per dedicarsi al discepolato e alla missione, con libertà e amore. In questa chiamata non c’è solo amicizia, ma anche una missione: “Vi farò pescatori di uomini”. Cioè, raduneranno tutta l’umanità per la vita, conducendola da una vita sepolta nell’ombra a una vita esposta al sole. Con loro, scopriranno quella gioia perfetta che solo Dio può donarci.

  1. Conclusione:

La conclusione di questo brano è un’affascinante sintesi della vita di Gesù. Gesù svolge la sua missione accompagnato dai suoi discepoli, andando incontro alle persone, percorrendo le loro strade ed entrando in contatto con ogni persona e con le situazioni della vita quotidiana. Qui vediamo l’effetto dell’annuncio del Regno; ovunque vada, Gesù lascia dietro di sé un alone di guarigione e speranza. Gesù si prende cura delle parti fragili e deboli di ogni persona, lavora su di esse, le ristruttura e le riporta in vita. Il Regno di Dio raggiunge la completezza di ogni essere umano. I quattro pescatori ne furono affascinati e da quel momento in poi iniziarono una nuova vita.

21/01/2026
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