Fede nella Resurrezione, cammino verso la Pasqua
Seconda Domenica di Pasqua
Giovanni 20, 19-31
Cari fratelli e sorelle nella fede, oggi il Vangelo di Giovanni ci invita a contemplare una delle scene fondanti della Chiesa: l’apparizione di Gesù risorto ai discepoli, nel pomeriggio dello stesso giorno della Risurrezione, mentre erano chiusi in casa per paura (Gv 20,19). Questo brano non annuncia solo una verità storica; rivela un itinerario umano e spirituale per credere nella Risurrezione. Partendo da questo testo, proponiamo cinque passi che ci conducono alla fede pasquale.
- Riunirsi con la Chiesa per ascoltare la parola della Risurrezione
Nel pomeriggio della Risurrezione, i discepoli si riuniscono, «a porte chiuse per paura» (v. 19). Ma l’incontro non è solo con la paura, bensì con la comunità che condivide l’attesa: «Il Signore risorto appare loro» e dice: «Pace a voi». Questo primo passo è cruciale: la fede nasce dall’ascolto comunitario della Parola. Noi non crediamo da soli, ma in comunione: la Chiesa, i fratelli e le sorelle che testimonieranno con il nostro sguardo la presenza viva di Cristo. Oggi, celebrando l’Eucaristia, ci uniamo a quella stessa comunità che ascolta, accompagna e crede.
- Accogliere il Risorto con la pace che Egli offre
Gesù si avvicina a loro e dice: «Pace a voi» (v. 19, 21). Quella pace non è assenza di conflitti, ma la pienezza dell’eternità in Dio: la riconciliazione con Lui, con gli altri e con se stessi. Per avanzare nella fede, dobbiamo accogliere quella pace interiore, lasciare che la paura ceda il passo alla fiducia nell’amore di Dio. La fede non è assenza di dubbi, ma la certezza che, anche in mezzo alle tensioni, Cristo è presente come Porta della vita.
- Vedere per credere: l’incontro con le ferite e la presenza
Tommaso non è presente quel giorno; quando gli altri discepoli gli dicono di aver visto il Signore, egli chiede delle prove. Gesù appare di nuovo e comprende il dubbio di Tommaso: «Metti qui le tue dita, porta qui le tue mani, mettile nel mio costato» (cfr. v. 27). Ogni credente vive un’esperienza di fede che richiede incontro, testimonianza e prova. Il passo verso la fede consiste proprio nel lasciare che la presenza di Cristo tocchi le nostre ferite e ci riveli che la Risurrezione non è un’idea, ma una persona viva. Tommaso confessa: «Mio Signore e mio Dio!» (v. 28). Questo credo confessionale è il clima della fede autentica: una confessione che nasce dall’esperienza di un incontro personale con il Risorto.
- Accettare la testimonianza della fede: credere anche senza vedere
Gesù benedice coloro che credono senza aver visto (v. 29). Si tratta di un invito alla fiducia filiale. La fede è dono, è promessa che si fonda sull’autorità della Chiesa, sulla memoria della Chiesa e sull’esperienza personale della grazia. Credere senza vedere non significa chiudere gli occhi davanti alla realtà, ma riconoscere che lo sguardo della fede illumina ciò che l’evidenza visibile non raggiunge completamente. La nostra fede si fonda sui segni: la Scrittura, la Tradizione, i sacramenti, la vita della Chiesa e la testimonianza dei santi. Oggi, avvicinandoci alla comunione eucaristica, ricordiamo che quel Pane spezzato è segno della Risurrezione che ci accompagna e ci sostiene.
- Trasformare la fede in missione: testimoniare con la vita
Il testo si conclude sottolineando che Gesù appare a coloro che già credevano e a coloro che ancora dubitano, per affidare loro una missione: «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (cfr. v. 21). La fede nella Risurrezione non si esaurisce in un’esperienza interiore; si proietta verso il mondo. Siamo inviati a vivere e a comunicare la gioia della Pasqua: il perdono, la misericordia, la pace e la speranza della vita eterna. La fede cresce quando si traduce in servizio, in vicinanza ai poveri, in giustizia, nell’umiltà del servizio quotidiano. In ogni atto d’amore, in ogni decisione che favorisce la vita, proclamiamo senza parole che Cristo vive.
Applicazioni pratiche per vivere la Pasqua
- Coltivare la liturgia dell’ascolto: partecipare alla Parola e all’Eucaristia con le labbra aperte e il cuore attento, affinché la Risurrezione diventi un’esperienza reale.
- Praticare la pace come stile di vita: perdonare e cercare la riconciliazione nei rapporti interrotti; la pace che Cristo offre è motore di riconciliazione.
- Accettare la fede che richiede fiducia: di fronte ai dubbi, pregare, cercare la presenza del Signore nella preghiera e nella comunità; permettere alla grazia di sanare le insicurezze.
- Condividere l’esperienza di fede: semplici testimonianze, racconti di incontri con Cristo, catechesi familiare, conversazioni che avvicinano gli altri alla fede.
- Vivere la missione nella quotidianità: lavorare per la verità, la giustizia, la dignità umana; servire con gioia i bisognosi; essere presenza di speranza per chi ne ha più bisogno.

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