IL GRANDE MANDATO
ASCENSIONE DEL SIGNORE
Mt 28, 16-20
Che la pace e la gioia di Cristo Risorto riempiano i vostri cuori, fratelli e sorelle!
Oggi meditiamo sul mandato finale del nostro Signore nel Vangelo secondo Matteo (28,16-20), un testo che i teologi chiamano “il Grande Mandato”. Immaginiamo gli undici apostoli che salgono sul monte in Galilea, con il cuore ancora palpitante per il mistero pasquale, e ascoltano queste parole di Gesù:
«Allora Gesù si avvicinò e disse loro:
– Πορευθέντες (poreuthéntes – andando), quindi, FATE DISCEPOLI (μαθητεύσατε / matheteúsate) di tutte le nazioni; BATTEZZATELI (βαπτίζοντες / baptízontes) nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e INSEGNATE (διδάσκοντες / didáskontes) loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.»
I verbi principali di questo passo — POREUTHÉNTES, MATHETEÚSATE, BAPTÍZONTES, DIDÁSKONTES e il rassicurante MÉNŌ (“rimango”) — ci svelano il dinamismo della sequela cristiana:
- POREUTHÉNTES / ANDATE: Non è un invito al riposo, ma al movimento. Cristo ci chiama a uscire dalla nostra zona di comfort, ad andare dove Lui non è stato ancora riconosciuto: nei nostri quartieri, nei nostri luoghi di lavoro, nei nostri ambienti di svago. Andare «per terra, mare e aria» per annunciare il Vangelo con una vita costruita sulla testimonianza.
- MATHETEÚSATE / FATE DISCEPOLI: Non basta radunare seguaci o semplici simpatizzanti occasionali. Gesù ci manda a formare discepoli: uomini e donne che camminino al suo fianco, imparino il suo stile di vita, la sua dottrina, la sua compassione. Discepolo è chi si lascia plasmare dalla Sua Parola, chi si converte a Lui nel profondo del proprio essere.
- BAPTÍZONTES / BATTEZZATE: Il battesimo non è un mero rituale sociale, ma «il sacramento della fede» (Sant’Agostino) che ci introduce alla vita trinitaria. Battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo significa immergere la persona nello stesso mistero divino. È imprimere con fuoco eterno il sigillo dell’amore di Dio.
- DIDÁSKONTES / INSEGNATE: Non basta proclamare di “essere cristiani”. Bisogna insegnare a “osservare” tutto ciò che Gesù ha comandato, a “pregare”, a “celebrare l’Eucaristia”, a perdonare come Lui perdona, a servire come Lui serve. La catechesi e la testimonianza personale devono andare di pari passo. Insegnare significa accompagnare con umiltà, condividere esperienze, mostrare con la propria vita il frutto del Signore.
- MÉNŌ / “IO SONO CON VOI”: Ecco il tesoro di questa missione. Gesù non ci manda orfani. Egli “rimane” (μένειν) con noi nel Sacramento dell’Eucaristia, nella preghiera personale, nella comunità, nella Parola proclamata. La sua presenza sosterrà la nostra fragilità, rafforzerà il nostro coraggio e suggellerà la nostra speranza.
Cari fratelli, queste cinque azioni —andare, fare discepoli, battezzare, insegnare, rimanere— non sono facoltative: costituiscono il DNA della vita cristiana. Ogni giorno, quando apriamo la casa, invitiamo la famiglia a pregare; ogni volta che al lavoro siamo trasparenti, onesti e solidali; ogni volta che perdoniamo di fronte al dolore; ogni volta che ci riuniamo attorno alla Parola e al Pane spezzato, stiamo adempiendo il Grande Mandato.
Oggi più che mai, il mondo ha bisogno di discepoli coerenti, uomini e donne che, in mezzo alla routine e al rumore, sappiano alzare lo sguardo verso Cristo Risorto. Non restiamo ancorati alla nostalgia di ciò che è puramente interno; siamo audaci nella carità, saldi nella giustizia, coraggiosi nella fede.
Fratelli, al termine di questa celebrazione, rinnoviamo il nostro “sì” missionario. Riceviamo la forza dello Spirito per andare senza paura, per formare discepoli con pazienza, per battezzare con speranza, per insegnare con amore e per rimanere sempre uniti a Lui.
Che Maria, modello di ascolto e di docilità allo Spirito, ci ispiri e ci sostenga. E che il nostro Signore, che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo, ci mandi oggi il suo Spirito di coraggio e di luce.
Amen

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