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Il Verbo che scioglie i nostri legami

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA

Fratelli e sorelle in Cristo:

Oggi contempliamo uno dei segni più profondi che il Vangelo ci dona: la risurrezione di Lazzaro. Questo racconto non è solo una storia del passato; è uno specchio in cui si riflettono i nostri lutti, le nostre sepolture, le nostre speranze.

Gesù “arriva” a Betania quando ormai tutto sembra perduto. Lazzaro “puzza”, e Marta “dice”: «Signore, se fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». Quante volte noi, di fronte al dolore, “diciamo” la stessa cosa: «Dio, dove eri?». Ma Gesù non “arriva” in ritardo; “arriva” nel momento preciso per “rivelare” che Egli è la Resurrezione e la Vita.

Gesù “piange”. Il Verbo eterno “piange” davanti al sepolcro del suo amico. Non è un pianto di sconfitta, ma di profonda solidarietà con la nostra sofferenza. Egli “sa” ciò che stiamo per “sperimentare”, eppure “si commuove”. Ci “insegna” che la fede non annulla il dolore, ma lo “abbraccia” con speranza.

Poi, “ordina”: «Togliete la pietra». A volte anche noi “mettiamo” pietre sui nostri sogni, sulle nostre relazioni, sulla nostra fede. Pietre di paura, di rancore, di sfiducia. Gesù ci “invita” a “rimuovere” ciò che “impedisce” alla sua luce di “entrare” nelle nostre vite.

Poi grida con voce potente: «Lazzaro, vieni fuori!». Questa chiamata non è rivolta solo a Lazzaro; è rivolta a ciascuno di noi. Egli ci chiama per nome, ci fa uscire dalle nostre tombe interiori: la tomba del peccato, della disperazione, dell’indifferenza. La sua voce penetra anche là dove sembra regnare solo il silenzio.

E Lazzaro risorge. Esce, legato mani e piedi. Gesù ordina di nuovo: «Scioglietelo e lasciatelo andare». Fratelli, Cristo non solo restituisce la vita; libera. Ci scioglie da tutto ciò che ci immobilizza: la paura, il senso di colpa, la tristezza. Ci restituisce alla comunità, ci invita a camminare in libertà.

Ci crediamo? Come disse Gesù a Marta: «Credi questo?». La fede nella Resurrezione non è un’idea astratta; è una fiducia radicale nel fatto che Colui che ha chiamato Lazzaro chiamerà anche noi. Egli ha vinto la morte, e noi, uniti a Lui, vivremo per sempre.

Oggi, Cristo ripete nel nostro cuore: «Io sono la Resurrezione e la Vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà». Aggrappiamoci a questa promessa. Confidiamo nella sua voce che chiama, guarisce e libera. Crediamo che, anche quando tutto sembra buio, Lui sta già operando per far risorgere ciò che credevamo perduto.

Che questa Eucaristia rafforzi la nostra fede e ravvivi la nostra speranza. Perché Lui vive, e noi vivremo con Lui.

Amen.

20/03/2026
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