Santuario di Santa Maria delle Grazie - Scandriglia
  • Home
  • Giubileo Francescano
  • Progetto Casa Nazareth
  • Preghiere
  • Storia
  • Pellegrinaggi
  • Gallery
  • Scrivici
  • Blog
  • Menu Menu
  • Collegamento a Facebook
omelia

“Le otto vie della felicità, la Beatitudine”

Nel Vangelo di Matteo, scritto per le comunità di ebrei convertiti in Galilea e Siria, Gesù è presentato come il nuovo Mosè, il nuovo legislatore. Nell’AT la Legge di Mosè fu codificata in cinque libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Imitando il vecchio modello, Matteo presenta la Nuova Legge in cinque grandi Sermoni sparsi nel vangelo: a) il Sermone del Monte (Mt 5,1 a 7,29); b) il Sermone della Missione (Mt 10,1-42); c) Il Sermone delle Parabole (Mt 13,1-52); d) il Sermone della Comunità (Mt 18,1-35); e) Il Sermone del Futuro del Regno (Mt 24,1 a 25,46). Le parti narrative, intervallate tra i cinque Sermoni, descrivono la pratica di Gesù e mostrano come osservava la nuova Legge e la incarnava nella sua vita.

Matteo 5,1-2: Il solenne annuncio della Nuova Legge. Secondo il contesto del Vangelo di Matteo, nel momento in cui Gesù pronunciò il Sermone del Monte, c’erano solo quattro discepoli con lui (cfr Mt 4,18-22). Poche persone. Ma una folla immensa lo seguì (Mt 4,25). Nell’AT, Mosè salì sul Monte Sinai per ricevere la Legge di Dio. Come Mosè, Gesù sale sul Monte e, guardando la folla, proclama la Nuova Legge. È significativo: è significativo il modo solenne in cui Matteo introduce la proclamazione della Nuova Legge: “Vedendo la folla, salì sul monte, si sedette e i suoi discepoli gli si avvicinarono. E, prendendo la parola, insegnò loro dicendo: «Beati i poveri di spirito, perché di loro è il Regno dei Cieli». Le otto Beatitudini formano un’apertura solenne del “Sermone della Montagna”. In esse Gesù definisce chi può essere considerato beato, chi può entrare nel Regno. Sono otto categorie di persone, otto porte per entrare nel Regno, per la Comunità. Non ci sono altri biglietti! Chi vuole entrare nel Regno dovrà identificarsi con almeno una di queste categorie.

Matteo 5,3: Beati i poveri di spirito. Gesù riconosce la ricchezza e il valore dei poveri (Mt 11,25-26). Definisce la propria missione come quella di “annunciare la Buona Novella ai poveri” (Lc 4,18). Lo stesso, vive come un povero. Non ha nulla per sé, nemmeno una pietra su cui appoggiare la testa (Mt 8,20). E chi vuole seguirlo comanda a scegliere: o Dio, o i soldi! (Mt 6,24). Nel Vangelo di Luca si dice: “Beati i poveri!” (Lc 6,20). Allora, chi è “povero di spirito”? È il povero che ha lo stesso spirito che ha incoraggiato Gesù. Non è il ricco. Né è il povero come mentalità da ricco. È il povero che, come Gesù, pensa ai poveri e ne riconosce il valore. È il povero che dice: “Penso che il mondo sarà migliore quando il minore che soffre pensa al minore”.

  1. Beati i poveri di spirito => di loro è il Regno dei Cieli
  2. Beati i miti => erediteranno la terra
  3. Beati quelli che piangono => saranno consolati
  4. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia => saranno saziati
  5. Beati i misericordiosi => otterranno misericordi
  6. Beati i puri di cuore => vedranno Dio
  7. Beati quelli che lavorano per la pace => saranno figli di Dio
  8. Beati i perseguitati per la giustizia => di loro è il Regno dei Cieli
  • Matteo 5,4-9: Il nuovo progetto di vita. Ogni volta che la Bibbia cerca di rinnovare l’Alleanza, inizia stabilendo il diritto dei poveri e degli esclusi. Senza questo, l’Alleanza non si rifà! Così facevano i profeti, così fa Gesù. Nelle beatitudini, annuncia al popolo il nuovo progetto di Dio che accoglie i poveri e gli esclusi. Denuncia il sistema che ha escluso i poveri e che perseguita quelli che lottano per la giustizia. La prima categoria dei “poveri nello spirito” e l’ultima categoria dei “perseguiti per la giustizia” ricevono la stessa promessa del Regno dei Cieli. E la ricevono da ora, nel presente, perché Gesù dice “di loro è il Regno!” Il Regno è già presente nella sua vita. Tra la prima e l’ultima categoria, ci sono altre tre categorie di persone che ricevono la promessa del Regno. In questi tre duetti traspare il nuovo progetto di vita che vuole ricostruirla nella sua interezza attraverso un nuovo tipo di relazioni: con i beni materiali (1° duo); con le persone tra loro (2º duo); con Dio (3° duo). La comunità cristiana deve essere un esempio di questo Regno, un luogo in cui il Regno inizia a prendere forma da ora in poi.
  • Primo duo: i mansueti e quelli che piangono: I mansueti sono i poveri di cui parla il salmo 37. La loro terra è stata portata via e la erediteranno di nuovo (Sal 37,11; cfr Sal 37.22.29.34). Gli afflitti sono coloro che piangono di fronte all’ingiustizia nel mondo e tra la gente (cfr. Sal 119,136; Ez 9,4; Tob 13,16; 2Pd 2,7). Queste due beatitudini vogliono ricostruire il rapporto con i beni materiali: il possesso della terra e il mondo riconciliato.
  • Secondo duo: quelli affamati e setati di giustizia e i misericordiosi. Ciò che ha fame e sete di giustizia sono coloro che desiderano rinnovare la convivenza umana, affinché sia di nuovo in accordo con le esigenze della giustizia. I misericordiosi sono quelli che hanno il cuore nella miseria degli altri perché vogliono eliminare le disuguaglianze tra fratelli e sorelle. Queste due beatitudini vogliono ricostruire il rapporto tra le persone attraverso la pratica della giustizia e della solidarietà.
  • Terzo duo: i puri di cuore e i pacifici: I puri di cuore sono quelli che hanno uno sguardo contemplativo che permette loro di percepire la presenza di Dio in tutto. Quelli che promuovono la pace saranno chiamati figli di Dio, perché si sforzano affinché la nuova esperienza di Dio possa penetrare in tutto e realizzare l’integrazione di tutto. Queste due beatitudini vogliono ricostruire il rapporto con Dio: vedere la presenza attiva di Dio in tutto ed essere chiamati figlio e figlia di Dio.
  • I perseguitati per la giustizia e il vangelo: Le beatitudini dicono esattamente il contrario di quello che dice la società in cui viviamo. In questo, il perseguitato dalla giustizia è considerato un infelice. Il povero è un infelice. Felice è quello che ha soldi e può andare al supermercato e spendere come vuoi. Gli infelici sono i poveri, quelli che piangono. In televisione, i romanzi divulgano questo mito della persona felice e realizzata. E senza rendersene conto, le soap opera diventano il modello di vita per molti di noi. Forse nella nostra società c’è ancora spazio per queste parole di Gesù: “Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia e del Vangelo! Buoni poverini! Felici quelli che piangono!”? E per me che sono cristiano e cristiana, infatti chi è felice.

Per la riflessione personale

  • Tutti vogliamo essere felici. Tutti e tutte! Ma siamo davvero felici? Perché sì? Perché no? Come capire che una persona può essere povera e felice allo stesso tempo?
  • Quali sono i momenti della tua vita in cui ti sei sentito veramente felice? Era una felicità come quella proclamata da Gesù nelle beatitudini, o era di un altro tipo?
30/01/2026
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi attraverso Mail
  • Facebook Facebook Condividi su Facebook
  • Whatsapp Whatsapp Condividi su WhatsApp
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ARTICOLI RECENTI

  • LA PROMESSA DELLA LUCE
  • Sant’Antonio, il santo che ha ridato voce ai poveri
  • Pecore senza pastore
  • SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO
  • Solennità della Santissima Trinità

COMMENTI

  • Olga Boz su Solennità della Santissima Trinità

CATEGORIE

  • Info
  • omelia
  • Senza categoria

TAG

Battesimo del Signore Blog La giustizia del Regno Matteo 5:17-37 Prologo San Giovanni quaresima Racconto delle tentazioni

INFO

Santuario di Santa Maria delle Grazie

Via Beato Bonaventura Gran da Barcellona
Ponticelli Sabino
02038 Scandriglia (RI)
tel. 0765 89034

©2025

PRIVACY & COOKIES POLICY

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

NEWSLETTER

Invia
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto